Monti Lattari

Tre giorni di escursione con Satva&Norma in Costiera.

🥾GIORNO 1 (venerdì 24 aprile)

GIRO DEL BORGO DI AGEROLA (urban trek)

⬌4 km

↗100 m   ↘100 m

Tempi di percorrenza: 2 h

Arrivo libero a Bomerano, frazione di Agerola per, al massimo, le ore 16:00.

Incontro con le guide e pronti a partire per una passeggiata di benvenuto nel borgo di Agerola, situato a circa 600 metri sul livello del mare, sopra la celebre Costiera Amalfitana. Per la sua posizione offre un clima freso e paesaggi verdi creando un piacevole contrasto con le località costiere.

Il territorio è composto da diverse frazioni (come Bomerano e San Lazzaro) e conserva tradizioni contadine autentiche, una forte vocazione gastronomica — in particolare per il celebre fiordilatte di Agerola — e un’atmosfera tranquilla, ideale per chi cerca natura, trekking e relax lontano dalla folla della costa.

Check-in e sistemazione: potrà effettuarsi all’arrivo purché precedente alle ore 16:00, oppure subito dopo la passeggiata, in camera doppia, tripla o quadrupla con servizi privati in base alle disponibilità, presso il nostro alloggio Agriturismo Il Rabbit.

Cena presso la struttura che ci ospita, Agriturismo Il Rabbit.

🥾GIORNO 2 (sabato 25 aprile)

SENTIERO 300 da Bomerano a Santa Maria del Castello

⬌13 km

↗ 800 m  ↘800 m

Tempi di percorrenza: 7h

L’escursione parte da Bomerano, una frazione di Agerola e raggiunge Santa Maria del Castello, frazione di Vico Equense, attraversando la vetta più alta dei Monti Lattari, il Monte Molare. Alto 1444 m, offre una vista a 360 gradi sulla Baia di Napoli e il Vesuvio, la Penisola Sorrentina e l’isola di Capri.

Il percorso alterna tratti di bosco misto di carpini, lecci e faggi con sottobosco di agrifogli, pungitopo e macchia mediterranea, e tratti di crinali aperti, regalando viste spettacolari tra cui il santuario di San Michele e la grotta di San Catello.

Lungo il percorso incontreremo la sorgente dell’Acqua Santa dove cresce la Pinguicola hirtiflora, una rara pianta insettivora in via di estinzione.

La discesa verso Santa Maria del Castello attraversa la località denominata Conocchia, un percorso panoramico soleggiato tra rocce e scale.

Avremo il nostro pranzo al sacco che consumeremo alla vista del Monte Molare.

⛰️ Difficoltà e caratteristiche: l’intero percorso è di difficoltà media, presenta tratti esposti. È adatto a escursionisti con esperienza e buona attenzione ai punti più rocciosi o stretti.

Cena presso la struttura che ci ospita, Agriturismo La Sorgente del Melo.

🥾GIORNO 3 (domenica 26 aprile)

SENTIERO da Santa Maria del Castello a Bomerano

⬌ 12 km

↗450 m  ↘ 600

Tempi di percorrenza: 5h

Dopo il check-out partiremo a piedi da Santa Maria del Castello, luogo che per secoli è stato punto obbligato di passaggio di genti e mercanzie, attualmente è un piccolo borgo del comune di Vico Equense. Raggiungeremo Monte Pertuso e poi Nocelle comminando lungo un sentiero panoramico con vista su Positano e Praiano. Da Nocelle, piccola frazione di Positano, si percorre il famoso Sentiero degli Dei.

⛰️ Difficoltà e caratteristiche: l’intero percorso è di difficoltà media, con alcune salite e discese irregolari, tratti esposti. È adatto a escursionisti con esperienza e buona attenzione ai punti più rocciosi o stretti.

Pranzo al sacco organizzato dal nostro agriturismo.

Saluti e rientro alle proprie destinazioni.

  • Escursione con pernotto in rifugio.
  • Trekking.

Partendo da Pian del Pero si attraversa la faggeta, la specie arborea più diffusa e simbolo della zona; senza particolari dislivelli, si arriva in breve ad affacciarsi sui versanti meridionali dei Lattari.

A questo punto si intraprende la breve ma impegnativa salita che porta sulla cima del Monte S. Michele detto anche il “Molare” per la sua vetta piatta (1444 m s.l.m.) da dove si può ammirare lo splendore di Punta Campanella, e tutto il promontorio della penisola sorrentino-amalfitana.

Al ritorno si prosegue verso la Croce della Conocchia, un percorso roccioso e panoramico fino a rientrare nella fresca faggeta per raggiungere il punto di partenza a Pian del Pero.

  • Escursione con possibile presenza di neve.
  • Trekking.

14 dicembre 2025

Dalla piazza di San Lazzaro, una frazione di Agerola, si percorrono alcune viuzze del centro per raggiungere l’imbocco del sentiero che sale verso il Monte Murillo. Si attraversa un bosco di castagno ceduo, e dopo un po’ si arriva ad un pianoro con una bellissima veduta panoramica su Amalfi e d’intorni. Il percorso continua tra la tipica vegetazione della macchia mediterranea, costeggiando la parete calcarea del Monte Murillo e vista sul convento di San Francesco o di Cospita. L’edificio risale all’XI secolo, si erge su una cengia tra le pareti a picco che scendono dal M. Murillo alla gola del Nocito, la stessa zona dove precedentemente esisteva una piccola chiesa dedicata al Santissimo Salvatore.

Per tornare a San Lazzaro, si ripercorre un breve tratto dell’andata per, poi proseguire, ad anello, costeggiando il lato sud-est del monte fino ad imboccare delle antiche scale che portano a Santa Lucia e, quindi, alla piazza del centro di San Lazzaro.

L’escursione sarà condotta dalla guida vulcanologica/escursionistica Norma.

  • Escursione in rovine o resti archeologici.
  • Trekking.

Partenza dal Valico di Chiunzi, in località Chiancolelle, attraverso boschi cedui di castagno e macchie di corbezzolo e leccio. Si cammina poi sulle creste calcaree dell’Alta via dei Monti Lattari, passando per l’altare di Pietrapiana e, aggirando le creste, si raggiunge la cima della Vetta Nord del Monte Finestra (1138m s.l.m.), dove si potrà godere dello spettacolo del golfo di Salerno e dei Monti Picentini.

L’escursione sarà condotta da Norma Damiano, guida vulcanologica iscritta all’albo delle guide alpine e vulcanologiche della Campania.

Il Monte Catiello (1326m) è una delle tre vette del Monte Sant’Angelo a tre Pizzi.
Si parte da Bomerano, una frazione di Agerola, per raggiunge il Monte Tre Calli a 1100 m di quota. Il sentiero attraversa la caratteristica macchia mediterranea con carrubi, lecci, roverelle. Dopo una prima salita si prosegue lungo le tre cime che rappresentano i tre calli, formando una dorsale panoramica fino a raggiungere Capo Muro e la caratteristica formazione rocciosa denominata “Il Fungo”.
Da Capo Muro inizia la salita più impegnativa verso la cima, fatica ricompensata dal suggestivo panorama che spazia da Ischia, Capri e la penisola, il golfo di Salerno fino al Vesuvio, e alle sagome del Monte Canino e del Molare.
Si ritorna sui nostri passi fino a Capo Muro, dove si prosegue per Via Paipo fino alle macchine.

L’escursione sarà condotta da Norma Damiano guida vulcanologica iscritta all’albo delle guide alpine e vulcanologiche della Campania.

Il sentiero è conosciuto anche con il nome “Sentiero alto degli Dei”, infatti la sua bellezza è il panorama che si ha lungo tutto il percorso. Una iniziale salita, attraverso la caratteristica macchia mediterranea, conduce alla quota massima di 1100 m dove lo sguardo domina la conca di Agerola, la parte orientale della Costiera Amalfitana ed il Golfo di Salerno con sullo sfondo il contorno dei Monti Alburni e del Cilento.
Il percorso prosegue in piano lungo le tre cime che rappresentano i tre calli che formano una dorsale panoramica. Qui la visuale cambia: Positano, il piccolo arcipelago de Li Galli, tutta la Penisola Sorrentina e l’isola di Capri coi suoi faraglioni. Verso Capo Muro si ammirano le cime del Monte S. Angelo a Tre Pizzi.
Raggiunti l’altopiano Capo Muro si ritorna passando per Punta Paipo.

La Baia di Jeranto è un’insenatura che si trova tra Punta Campanella e Punta Penna, è un’area ricca di natura e storia con riferimenti che vanno dalla preistoria al mito omerico. La presenza dell’uomo è testimoniata: dalla presenza delle torri costiere, erette per avvistare i nemici; dalla casa colonica attualmente di proprietà del FAI; dalla cava per estrarre la roccia calcarea e le strutture dedicate alle attività estrattive.
Si raggiunge il livello del mare attraversando arbusti della macchia mediterranea (carrubo, roverella, lentisco, euforbia e olivi in terrazze). Ma sono le particolari condizioni di circolazione delle acque a creare una importante varietà di flora e fauna marina.

Dopo l’escursione è possibile visitare il centro di Nerano raggiungendo Marina del Cantone.

  • Escursione in rovine o resti archeologici.
  • Escursione per tutti, inclusi bambini.
  • Trekking.

Il sentiero fa parte dell’alta via dei Monti Lattari e si svolge tra Piano di Sorrento e Positano.
Si parte dal Castello del Principe Colonna, proseguendo fino alla Sella di Arola fino ad arrivare alla cima del Monte Comune (850m s.l.m.) per poi ritornare indietro attraverso lo stesso sentiero.
La cima di Monte Comune è caratterizzata da un esteso pianoro erboso dal quale è possibile godere allo stesso tempo dello splendido paesaggio sul Golfo di Salerno, il Vesuvio, Capri ed il Faito.
Trattasi di uno dei tratti costieri campani più affascinanti dal punto di vista faunistico e vegetazionale. Attraversando una ricca macchia mediterranea è possibile incontrare una moltitudine di animali che discretamente popolano la Penisola Sorrentina, come il Falco Pellegrino che nidifica lungo le falesie costiere ed interne.

L’itinerario tocca una delle più belle e ben conservate ville dell’imperatore Tiberio a Capri, Villa Jovis!
Visita alla Villa e sosta al Parco Astarita con le sue specie vegetali tipiche della Macchia Mediterranea, sulla via del ritorno si passa per via Lo Capo e si visita villa Lysis, detta anche villa Fersen, antica dimora del poeta e scrittore francese Jacques d’Adelsward-Fersen. Il sentiero conduce alla sottostante scogliera.
Pausa pranzo con colazione a sacco.

  • Escursione per tutti, inclusi bambini.
  • Trekking.

Escursione naturalistica a Punta Campanella, propaggine estrema della costiera sorrentina, il sentiero si snoda dalla cima del Monte San Costanzo fino alla punta del promontorio al livello del mare segnata dalla torre costruita nel 1300 per avvistare e lanciare l’allarme in caso di incursioni dei Saraceni che arrivavano dal mare.
Il sentiero si affaccia sulla bellissima Baia di Jeranto, attraversa la macchia mediterranea e rocce calcaree ricche di fossili di rudiste; lo sguardo spazia sull’isola di Capri separata dalla penisola da pochi chilometri di mare, peraltro già area marina protetta.

  • Escursione in rovine o resti archeologici.
  • Trekking.

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